I bus di Barça

- La mia ragazza è stata sei mesi a Barcellona.
- Figo; pure un amico mio dopo l’estate si trasferisce.
- Bello eh, però non è che vada tanto meglio, si fatica comunque a trovare lavoro.
- Immagino; che palle, mai ‘na gioia.
- Però gli autobus passano!
- Veramente?
- Sì! Te lo giuro, a volte pensavo “prendo quello dopo che mi va di fare due passi” perché ero certo che ne sarebbe passato un altro.
- Mh, quindi rimaniamo comunque senza un cazzo da fare, però almeno passa l’autobus… È questo che stai cercando di dirmi?
- Appunto, almeno quello, atacdemmerda.
- Eh sì, pure oggi… Termini, che delirio. 

Blonde on blonde

- Vedi caro, noi finte bionde siamo più bionde delle vere bionde.
- Certo, perché si tratta di una scelta consapevole.
- Proprio così.
- Voi siete ontologicamente bionde, la vostra tinta non è un accidente genetico.
- Appunto.
- Siete più realiste del re, per questo vi adoro.

Schiumaparty gusto cozza

- Oooooh ma che è tutta ‘sta schiuma che esce dalla pentola? Le cozze non fanno schiuma! Non posso lasciarti da solo ai fornelli manco cinque minuti.
- Mh, non me la sentivo di bagnarle col Vermentino. Cioè, proprio non ce la facevo. È troppo buono.
- Potevi usare il bianco scarso, quello per cucinare.
- Non lo trovavo!
- E quindi, mi vuoi dire cosa hai messo nelle cozze?
- Peroni!
- La Peroni? Le cozze alla Peroni, ma che è?
- Andiamo a logica: nel nord Europa secondo te che ci mettono, il Vermentino? No! Useranno la birra. Dai, fila, ammettilo*.
- Boh che ne so, ma ora abbassa il fuoco che esce la schiuma!
- Schiumaparty gusto cozza.
- Che schifo.
- Birretta?

*(È vero, esistono, ho appena controllato.

 

Compagni di merende

- La prossima volta che esco con un ragazzo propongo la merenda!
- Scusa cara: “facciamo merenda”? Fa un po’ elementari, no?
- Non dirò “merenda”, ma ci troveremo verso le cinque. Pensaci: meglio anticipare i tempi. Se ci esci la sera, ora che combini qualcosa si fanno le quattro. E a quell’ora ho solo voglia di morire.
- In effetti, se fai merenda e scatta la scintilla, per le dieci hai già ripassato il kamasutra.
- Sempre che voi uomini vi degnate di un minimo di intraprendenza! Ad esempio: “forse sono in tal posto che devo vedere il cugino di un amico e se per caso perdendoti capiti in zona e inciampi dentro al locale magari ci salutiamo" non vale come invito. Lo volete capire!?
- Buona, buona, lo so. Ora inauguriamo la stagione del the delle cinque con i pasticcini.
- Anche un gelato va bene, è arrivata la primavera.
- Lo intuisco.

Totalitarismi da salotto

- Benvenuto, questa è la stanza che affittiamo. Il bagno è in fondo al corridoio; questa è la sala.
- Bella. 
- Ah, la foto di Craxi e Berlusconi sulla mensola è ironica.
- Certo, certo.
- Pure il Mein Kampf.
- Il Mein Kampf?
- A fianco comunque c’è Il capitale di Marx. In tedesco! Das Kapital.
- Mh… Bella comunque questa lampada di sale.
- Sì certo, luce soffusa, però è del coinquilino che se ne va.

Sic transit hipsteria mundi

- Vieni?
- No. Ho un impegno con il mio editor, al Pigneto. A saperlo prima mi organizzavo.
- Ho un impegno con il mio editor al Pigneto è la frase hipster dell’anno! Pensa, orde di pseudohipster che si impegnano tantissimo per esserlo e poi arrivi tu.
- RIPster.


Gintonici

- Ho un flash.
- Che?
- Le stavi leccando il braccio.
- Cosa?
- Sì, te lo giuro.
- E perché mai?
- Boh. Forse avevi spanto del gin tonic.
- Ah. Forse. Forse era il terzo.
  Ma no, dai, no.
- Sì. Ti dico di sì.
- E… ?
- E niente, nulla di penalmente rilevante, tranquillo.
- Be’ tu tienimi sempre d’occhio.

Whatsapp, 2014

- Vi amo. Volevo dirvelo. Siete la mia vita. Sarà l’alcool ma mi sento sincero.

  - W l’alcool, la figa; w noi, w pont… Love!
  - Vi voglio bene anch’io, mangiabanane del cazzo!
  - Ceres forever!
  - Auguri bestie!

- Ohhhh. Fermi tutti! È stata quella [cit. Renè Ferretti] di [privacy]!
Mi ha rubato il telefono!  Altro che vi amo e siete la mia vita, cani maledetti, solo odio e hardcore!

   - Pont ci avevo creduto. Penso dovrei farmi delle domande, o forse dovresti fartele tu.

Strike!

- Fermati!
- Eh?
- Rallenta cazzo, accosta, stop, stop, stop.
- Perché?

Tutto bene, signorina?
Sì, sì, certo.
Be’, non si è fermata all’alt. E la cinghia è slacciata.
No…cioè  mi sono fermata, sono ferma!
Patente e libretto. Anche il passeggero: favorisca un documento.

- Cristo possiamo evitare di tirar sotto gli sbirri per concludere la serata?
- Ci siamo fermati, no?
- Lasciamo perdere. Ora buona, rilassati, sorridi. Dobbiamo marcare bene.
- Sorrido, sorrido. Dai mi accendo una sigaretta.
- Non fumargli in faccia quando torna.
- Certo. Oh cazzo mi è caduta.
- No dai adesso non scendere.
- Un secondo solo, la cerco.
- No cazzo alzati. Muoviti, sali in macchina, lascia perdere la sigaretta. Stanno tornando.
- Eccola!
- Sali! Chiudi la portiera.

Tenete i vostri documenti. Mi raccomando.

- Bon, via, ora fai il sottopassaggio di Termini.
- E poi?
- E poi… Go With The Flow.
- I can gooo / with the flooow.
- Qui?
- Qui Gira a destra. A destra!  Altrimenti finiamo contromano.

Il termosifone della casa deserta

- Pont, ti metto a suonare chitarra e voce. Il progetto si chiamerà: “Il termosifone della casa deserta”.
- Ottimo, mi faccio crescere la barba; gli occhiali dovrebbero andare già bene. Cerco un paio di camice vintage e siamo in home su rockit solo per il nome. Poi parte anche il tour sulla fiducia.
- Assolutamente.
- Dammi un paio di giorno che mi studio gli accordi sul banjo o sull’ukulele.