Eroi nel vento

- Buona questa, suonava bene!
- Yeah! I pezzi nuovi sono una bomba! Oh, comunque tu fai sempre quello che farebbe lui.
- Lui chi?
- Te l’ho già detto: Ghigo Renzulli! Cazzo Pont sei il nuovo Ghigo Renzulli, lo sento. 
- Ma io i Litfiba non li ho mai ascoltati, Piero Pelù è un coatto insopportabile.
- Sì ma i primi album erano mezzi new wave, senti qui.
- Mh, a me pare di fare tutto ‘sto bordello e alla fine sembro Ghigo Renzulli anni ‘80? Vabbè, lo ascolterò, se lo dici tu. Dai dammi il quattro.

Agosto a Roma: fenomenologia dell’accollo.

- […sta scrivendo…] E hai qualche programma per la serata?
- Sì.
- Cosa?
- Mi accollo a te.
- Ah. E che si fa?
- Boh.

(Premessa: l’avete conosciuta il giorno prima).

Se fossimo in novembre sembrereste degli psicopatici. Ma oggi no, oggi tutto ok: è agosto! Agosto in città, intendo.

Chi rimane si sente superstite tra i superstiti; essere soli diventa un piacere, non un peso. Per un semplice fatto: non dovete giustificarlo, né a voi stessi, né agli altri.

In agosto ci liberiamo dal demone dell’accollo, dalla paura di sembrare abbandonati o in cerca di compagnia. Chiaramente lo siamo, più che mai, ma non è “colpa” nostra. La colpa è di agosto. Quindi: ‘sticazzi vediamo su facebook chi è ancora in città. E accoliamoci.

Agosto è un mese a geometrie sociali variabili, un non-luogo del tempo. Ciò che avete fatto a luglio non conta, ciò che vi aspetta a settembre nemmeno. Agosto è il qui ed ora. Non arriverà una vacanza a salvarvi: vedete di uscirne indenni. E divertitevi.

In agosto diventa normale uscire per una settimana di fila con persone sconosciute, persone che magari si interrogano sul vostro status; ma non più di tanto:

- Ma tu… non hai amici?
- No! Cioè, sì! Però sono tutti via. Intendo: li ho, normalmente. Non sono un disadattato.
- Vabbè, non so se crederti, comunque sia: Amaro del Capo?

Potreste anche cercare ragazze che non vedete da mesi per un aperitivo.

- Roma? Che in settimana non t’accolli un veronese per una birretta?
- Certo che sì!

Vedete, se anche loro sono in città, avrete già due cose in comune: rosicare per il lavoro vostro e rosicare per le vacanze altrui. Perché non farlo insieme?
Potreste stappare la prima Peroni con una conoscente e fare l’ultimo brindisi, ore dopo, con un’amica.

In agosto fa caldo: quale migliore scusa per stare fuori? Per l’ultima birra? Per un amaro in terrazza o un bianco sul balcone?

- Suvvia, il brindisi della buonanotte, che ho un Soave in fresca.
- Ok. Un quarto d’ora, solo un quarto d’ora. Lo sai, maledetto: farò tardi anche domani al lavoro!
- Vabbè dai, in fondo… È agosto, no?

 

Damerini da compagnia

- Quindi tu?
- Scienze delle cose inutili.
- Vuoi dire Scienze delle merendine?
- Voglio dire Scienze delle varie ed eventuali.

- Calma, mi sa che abbiamo fatto tutti e tre la stessa cosa: comunicazione. Sbaglio?
- No no.
- In effetti.

- Però basta con queste merendine: io rivendico uno spessore maggiore: “Scienze dell’aperitivo”.
- Eh?
- Ok non so fare nulla, ma posso parlare con chiunque di qualsiasi cosa per una mezz’ora. Ti pare poco?

- In effetti… E dove hai studiato?
- Padova, che diciamo, lì lo spritz lo sanno pure far bene. 

Checkpoint Tiber

- Cioè Roma Nord è proprio nartra cosa.
- Manco me pare Roma, te dico la verità.
- Sì, vojo dì, la vera Roma è Roma Sud, dai.
- Roma Sud è proprio er core de Roma. Er core!
- Ah fratè, quindi pure tu…
- Sì sì, pur io so’ de Roma Sud.
- Anvedi!
- T’o dico, quelli de Roma Nord; nun so, me pare gente; come te lo posso dì, sono come quelli… der Nord Italia!
- Ahah quindi come lui! L’amico mio che sta qua zitto zitto.

- Ah, cioè sei…
- Verona.
- No no, ma volevo dì, cioè che Roma Nord, ecco, ‘nsomma, mica stavo a offende…
- Boh butei io sto all’Alberone, fate voi.

I bus di Barça

- La mia ragazza è stata sei mesi a Barcellona.
- Figo; pure un amico mio dopo l’estate si trasferisce.
- Bello eh, però non è che vada tanto meglio, si fatica comunque a trovare lavoro.
- Immagino; che palle, mai ‘na gioia.
- Però gli autobus passano!
- Veramente?
- Sì! Te lo giuro, a volte pensavo “prendo quello dopo che mi va di fare due passi” perché ero certo che ne sarebbe passato un altro.
- Mh, quindi rimaniamo comunque senza un cazzo da fare, però almeno passa l’autobus… È questo che stai cercando di dirmi?
- Appunto, almeno quello, atacdemmerda.
- Eh sì, pure oggi… Termini, che delirio. 

Blonde on blonde

- Vedi caro, noi finte bionde siamo più bionde delle vere bionde.
- Certo, perché si tratta di una scelta consapevole.
- Proprio così.
- Voi siete ontologicamente bionde, la vostra tinta non è un accidente genetico.
- Appunto.
- Siete più realiste del re, per questo vi adoro.

Schiumaparty gusto cozza

- Oooooh ma che è tutta ‘sta schiuma che esce dalla pentola? Le cozze non fanno schiuma! Non posso lasciarti da solo ai fornelli manco cinque minuti.
- Mh, non me la sentivo di bagnarle col Vermentino. Cioè, proprio non ce la facevo. È troppo buono.
- Potevi usare il bianco scarso, quello per cucinare.
- Non lo trovavo!
- E quindi, mi vuoi dire cosa hai messo nelle cozze?
- Peroni!
- La Peroni? Le cozze alla Peroni, ma che è?
- Andiamo a logica: nel nord Europa secondo te che ci mettono, il Vermentino? No! Useranno la birra. Dai, fila, ammettilo*.
- Boh che ne so, ma ora abbassa il fuoco che esce la schiuma!
- Schiumaparty gusto cozza.
- Che schifo.
- Birretta?

*(È vero, esistono, ho appena controllato.

 

Compagni di merende

- La prossima volta che esco con un ragazzo propongo la merenda!
- Scusa cara: “facciamo merenda”? Fa un po’ elementari, no?
- Non dirò “merenda”, ma ci troveremo verso le cinque. Pensaci: meglio anticipare i tempi. Se ci esci la sera, ora che combini qualcosa si fanno le quattro. E a quell’ora ho solo voglia di morire.
- In effetti, se fai merenda e scatta la scintilla, per le dieci hai già ripassato il kamasutra.
- Sempre che voi uomini vi degnate di un minimo di intraprendenza! Ad esempio: “forse sono in tal posto che devo vedere il cugino di un amico e se per caso perdendoti capiti in zona e inciampi dentro al locale magari ci salutiamo" non vale come invito. Lo volete capire!?
- Buona, buona, lo so. Ora inauguriamo la stagione del the delle cinque con i pasticcini.
- Anche un gelato va bene, è arrivata la primavera.
- Lo intuisco.

Totalitarismi da salotto

- Benvenuto, questa è la stanza che affittiamo. Il bagno è in fondo al corridoio; questa è la sala.
- Bella. 
- Ah, la foto di Craxi e Berlusconi sulla mensola è ironica.
- Certo, certo.
- Pure il Mein Kampf.
- Il Mein Kampf?
- A fianco comunque c’è Il capitale di Marx. In tedesco! Das Kapital.
- Mh… Bella comunque questa lampada di sale.
- Sì certo, luce soffusa, però è del coinquilino che se ne va.

Sic transit hipsteria mundi

- Vieni?
- No. Ho un impegno con il mio editor, al Pigneto. A saperlo prima mi organizzavo.
- Ho un impegno con il mio editor al Pigneto è la frase hipster dell’anno! Pensa, orde di pseudohipster che si impegnano tantissimo per esserlo e poi arrivi tu.
- RIPster.